2010
06.12

Il 2010 è l’anno dedicato alla biodiversità, l’Oasi WWF del Lago di Alviano in collaborazione con WWF Italia e WWF Oasi, organizza un concorso fotografico sul tema “Le Zone Umide, fucina di biodiversità”.

Le opere, potranno riferirsi non solo al territorio umbro e all’Oasi di Alviano, ma anche a quello di tutti gli altri paesi italiani o esteri. Saranno accettate tutte le tecniche di ripresa, da quelle che utilizzano il microscopio a quelle più tradizionali, per garantire il massimo delle possibilità e potenzialità espressive collegate al tema del concorso e per offrire al visitatore un’esperienza di grande impatto emotivo.
Lo scopo dell’evento è quello di esaltare il tema della biodiversità e di far diffondere l’importanza della conservazione delle zone umide sensibilizzando il visitatore a queste tematiche ambientali e allo stesso tempo incuriosirlo ed invitarlo a visitare la nostra riserva.
I temi in concorso saranno due, “il Paesaggio“ e “Flora e Fauna”, le prime 6 opere scelte, verranno esposte all’interno dell’Aula Verde nella Riserva.
Tutte le opere pervenute, anche se non premiate, saranno trattenute e verranno utilizzate per allestire una mostra itinerante in diversi Comuni della Provincia e non, al fine di porre l’attenzione del pubblico su questo affascinante mondo.

La Mostra-Concorso Fotografico, avrà luogo presso il “Palazzo dei Sette“ di Orvieto (Terni) dal 13 al 19 dicembre 2010.

Modalità di partecipazione:
La partecipazione è gratuita e libera per tutti i fotografi che hanno compiuto il 18° anno di età.
Le fotografie potranno essere inviate su supporto DVD o CD-Rom a mezzo raccomandata postale o via mail all’indirizzo lagodialviano@wwf.it.
La stampa verrà effettuata su supporto rigido (PVC da 3 mm), in formato 30×45 cm per la quale sarà richiesto un contributo per le spese di euro 15,00 a partecipante da consegnare personalmente al personale dell’Oasi o allegandolo alla raccomandata postale.
Ad ogni fotografo sarà richiesto di partecipare con 2 fotografie.
Scadenza entro cui effettuare l’iscrizione e l’invio del materiale fotografico: lunedì 1° novembre 2010

Invio del materiale:
Le specifiche riguardanti il formato sono le seguenti: la risoluzione dei file da inviare su DVD, CD- Rom o posta elettronica in formato RAW oppure JPG deve essere ad alta definizione per consentire una stampa di qualità.
La partecipazione è subordinata all’iscrizione, per la quale è necessario compilare e inviare tramite posta o consegnandolo al personale dell’Oasi il modulo di adesione, che può essere richiesto via mail, oppure ritirato presso la Biglietteria della Riserva.

Giuria:
La Giuria Tecnica che si occuperà della valutazione e della proclamazione delle opere vincitrici sarà formata da:

  • Antonio Canu, Presidente WWF Oasi
  • Stefano Laurenti, Ornitologo e fotografo naturalista
  • Silvio Mencarelli, Professore di fotografia
  • Mariateresa Nulli, Professoressa di fotografia

Premiazione:
La Giuria Tecnica sceglierà le opere vincitrici secondo il proprio giudizio insindacabile. I nomi dei vincitori e le opere scelte saranno pubblicati sul sito internt www.wwf.it, su Facebook alla pagina “Oasi WWF Lago di Alviano” ed esposti presso l’Oasi di Alviano entro la fine del 2010.
La premiazione sarà effettuata il giorno sabato 18 dicembre 2010 in occasione della chiusura della mostra, durante il quale verrà offerto un rinfresco.

Premi:
In fase di definizione.

Utilizzo del materiale:
Ogni autore:

  • dovrà dichiarare di possedere tutti i diritti (copyright) sugli originali, sulle acquisizioni digitali e sulle elaborazioni delle fotografie inviate;
  • sarà personalmente responsabile di quanto forma oggetto delle opere presentate;
  • conserverà la proprietà delle opere inviate alla Giuria, ma cederà i diritti d’uso illimitato gratuito delle immagini e delle loro eventuali elaborazioni alla Riserva Naturale “Oasi WWF del Lago di Alviano”, WWF Italia e WWF Oasi, per tutti i fini istituzionali da essa stabiliti;
  • dovrà autorizzare la Riserva, WWF Italia e WWF Oasi al diritto di utilizzo e divulgazione del materiale fotografico allegato (sempre citando il nome dell’autore) sollevandola da qualsiasi conseguenza dovesse derivare dalla pubblicazione e/o utilizzo del materiale in violazione di diritti di terzi anche ai sensi del D. Lgs. 196/03;
  • rinuncerà al diritto di restituzione delle fotografie inviate.

La Riserva Naturale “Oasi WWF del Lago di Alviano”, ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/03 informa i concorrenti che il trattamento dei loro dati personali, che avverrà con modalità avrà lo scopo, oltre che di individuare i vincitori, di identificare gli autori delle fotografie nelle varie occasioni in cui queste saranno esposte o pubblicate.

Informazioni:
Tutte le informazioni potranno essere richieste presso:
Riserva Naturale “Oasi WWF del Lago di Alviano”
Località Madonna del Porto 05025 Guardea (TR)
Tel./Fax 0744 903715
Cell. 333 7576283
lagodialviano@wwf.it

Scarica il modulo di iscrizione!

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2010
06.11

Soluzioni ArteIl Laboratorio Soluzioni Arte e l’Agenzia Contrasto sono felici di annunciare la nascita di Soluzioni Arte srl, società congiunta che si avvale della direzione tecnica di Vincenzo Piscitelli e dell’esperienza di fotografi come Massimo Siragusa e Stefano Cerio. Per festeggiare insieme l’evento, abbiamo il piacere di invitarla Martedì 15 Giugno presso la nostra sede di via Lorenzo Vidaschi, 28 (zona Monteverde) con orario continuato dalle 15 alle 20.
In questa occasione si terrà, in collaborazione con Fotoforniture Sabatini, una dimostrazione di carte ai sali di bario, materiali che uniscono la qualità del classico supporto baritato con la stabilità della stampa a pigmenti.
Insieme alla classica Hahnemuehle Photo Rag Baryta, da tempo in uso nel nostro laboratorio, ci sarà la possibilità di provare la nuova Harman Gloss Baryta by Hahnemuehle e la Canson Baryta Photographique nominata migliore carta dell’anno dal premio Tipa 2010.
Vi aspettiamo tutti per mostrarvi la qualità di queste nuove soluzioni.

SOLUZIONI ARTE SRL
Via Lorenzo Vidaschi 28
00152 Roma
+39 06 97276846
info@soluzioniarte.it
www.soluzioniarte.it

Click qui per confermare la partecipazione all’evento!

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2010
05.31

Ripercorrere la vita di Marta Marzotto è come assistere alla proiezione di un film avvincente. Di origini umili ma dignitose vive i primi anni della sua vita a Mortara, in Lomellina, lavora dapprima come mondina, poi come apprendista sarta e in seguito come mannequine presso le Sorelle Aguzzi di Milano. Proprio il suo lavoro le permette di conoscere il conte Umberto Marzotto, col quale si sposerà ed avrà 5 figli.
Parafrasando il titolo di un suo libro (“Il successo dell’eccesso” ed. Bompiani) la sua vita è sempre trascorsa sotto il segno dell’eccesso e del successo. Ha avuto una storia d’amore con Renato Guttuso, con il quale all’inizio si incontrava clandestinamente nell’appartamento di un amico gallerista. Una grande storia d’amore con uno dei massimi artisti italiani, per il quale la figura femminile era predominante tanto nelle opere quanto nella vita privata. Marta Marzotto fu la sua modella prediletta, amante e musa ispiratrice e i tanti ritratti appesi alle pareti della dimora romana della contessa lo ribadiscono a gran voce.
L’appartamento nel centro di Roma racconta parte della sua storia e rispecchia in pieno la forza, la fantasia e la poliedricità della Marzotto che ama autodefinirsi “nomade di lusso” per gli innumerevoli viaggi intorno al mondo testimoniati dalle influenze etniche nell’arredamento scelto in collaborazione con l’architetto Stefano Mantovani.

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2010
05.30

04 marzo 2008. Via Margutta. L’appartamento che sono stato incaricato di fotografare affaccia su un cortile signorile e silenzioso. Vengo accolto dalla domestica che mi informa che i padroni di casa non sono presenti. Nonostante la loro mancanza mi posso fare un’idea sulla personalità di chi vive questo arioso loft. Equilibrio delle forme, colori soft e tonalità raffinate. La luce naturale penetra dalla grande finestra illuminando il grande locale principale, semplice e raffinato, che comprende soggiorno, living, sala da pranzo e cucina.
Un volume a doppia altezza divide la zona giorno da quella notte e così salendo pochi gradini troviamo lo studio dominato da una grande libreria costruita su misura per questo ambiente. Continuando a salire le scale si arriva alle zona notte ricavata da un soppalco e comprendente due camere da letto, due bagni e il “vestier”.
Tutto in questo appartamento è ben studiato e ben posizionato, senza eccessi o oggetti “extra”, ne consegue una sensazione di praticità e rigore. Una sobria eleganza metropolitana…

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2010
05.29

È la fine di novembre del 2007 e l’architetto e interior designer Paola Palumbo ha da poco ultimato i lavori di ristrutturazione di un appartamento di proprietà di una giovane coppia a pochi passi dalla scalinata di Trinità dei Monti.
La linea contemporanea influenza in maniera determinante questa abitazione ma nel contempo non mancano elementi d’arredo di fine antiquariato, cercando di armonizzare il tutto seguendo le regole del feng shui. Entrando si nota subito la mescolanza di stili con i candelieri dorati del settecento adagiati su di una consolle dal design moderno e un ritratto di donna su tela della prima metà del novecento. In salotto due grandi divani moderni ospitano una poltroncina Luigi XVI ed un pregiato tavolino d’antiquariato veneziano. Il colore dominante è il bianco, le tende color bronzo spezzano il candore della stanza richiamando le tonalità delle cornici di alcuni quadri del seicento appesi alle pareti ed altri come il dittico firmato Giuliano Ghèleng.
L’architetto Palumbo racconta che le pareti ed i soffitti sono stati completamente isolati acusticamente, i committenti non hanno voluto restaurare le travi di legno dei soffitti, preferendo intervenire con un controsoffitto dove nascondere l’impianto hi-fi ed un megaschermo di ultima generazione…
In camera da letto troneggia un letto in stile orientale, occidentalizzato da soffici cuscini e tende in lino bianco che adornano il baldacchino. Anche qui il tocco retrò è dato dai tavolini bassi ai lati del letto che sorreggono una coppia di lampade in legno intagliato con paralume e dal dipinto del seicento raffigurante un cherubino.
Filo conduttore di tutto l’appartamento è il parquet in rovere sbiancato che lascia il posto al gres porcellanato nel locale cucina, attrezzata con tutti i confort moderni, in acciaio e teck, illuminata da tre sospensioni in vetro satinato bianco che pendono sul bancone bar.

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2010
05.28

Ho conosciuto Natino Chirico un pomeriggio di ottobre del 2007. Bussando alla porta del suo studio mi è venuto incontro con un sorriso sincero ed accogliente come se mi conoscesse da tempo.
Natino è convinto che la vita è l’arte dell’incontro, che una persona deve essere “vera” sempre e la fortuna negli incontri è una conseguenza dell’atteggiamento che si ha nei confronti della vita stessa. Bisogna saper capire quando fermarsi davanti ad una persona rispetto ad un’altra. A questo proposito racconta che nel 1975 in occasione della prima uscita con una ragazza di nome Patrizia le comprò un mazzo di tulipani… e quella donna è diventata sua moglie.
È una persona speciale Natino.

Il suo studio è come lui, sincero ed accogliente. Sui cavalletti e alle pareti alcune delle sue opere, ritratti di personaggi famosi, schizzi, ritagli e fotografie. Natino ha un debole per il cinema, il connubio tra pittura e cinema lo ha sempre affascinato e le sue opere lo testimoniano.

Il pomeriggio passato in compagnia di Natino Chirico è stato interessante, istruttivo e piacevole. È una di quelle persone dalle quali si potrebbe imparare molto se solo si avesse la capacità di capire quando fermarsi ad ascoltare…

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2010
05.27

Ennio Calabria è un pittore italiano operante a Roma, importante esponente del figurativismo europeo. Nei suoi dipinti racconta la figura umana, la vita e il mistero che la avvolge. Con grande passione esprime il suo disagio nei riguardi della società moderna dove il corpo ha prevalso sull’anima. L’artista racconta di non avere un progetto precostituito mentre crea le sue opere, è “l’intuizione” a guidarlo. Tuttavia ritiene di dover trasformare l’intuizione in sensazione poiché questa è più vicina all’istinto corporeo; nasce così “l’intuizione sensoriale”.
Il suo lavoro si pone al di fuori di ogni categoria stabilita, mai banale e tutto da scoprire, come il suo studio che ho avuto l’opportunità di fotografare nell’ottobre del 2007. Enorme. Pieno zeppo di oggetti, alcuni inerenti la pittura, altri di uso comune, altri ancora decisamente fuori contesto ma evidentemente utili alle “intuizioni” dell’artista…

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2010
05.26

Per chi non lo conoscesse Gérald Piltzer è il proprietario delle omonime gallerie di arte moderna e contemporanea a sud di Parigi. È un mercante d’arte nel suo secolo, come lo ha definito Marcelin Pleynet, ed il suo appartamento romano è una sorta di galleria privata. Tele, sculture, installazioni e fotografie si alternano alle pareti. Arte e architettura si fondono in un binomio indissolubile.

Ho avuto la fortuna di poter fotografare questo incredibile appartamento nel giugno del 2007 e ne sono rimasto incantato. Ogni ambiente è un bombardamento di forme e di colori.

Il grande salone che si affaccia su Piazza di Spagna raccoglie una variegata collezione tra cui spiccano le coloratissime poltrone di Gaetano Pesce. A contrasto i divani in broccato, preziose tele e sculture orientali. Passato e presente convivono placidamente.

Dormeuse originali Charles X e Pop Art si fanno l’occhiolino nella stanza della figlia Emily. È come guardare in un caleidoscopio senza tempo.

Nella camera da letto patronale, nonostante la vicinanza con la caotica Piazza di Spagna, il silenzio è assoluto. Il soffitto a cassettoni rende questo ambiente caldo e accogliente. Alla parete l’opera di Danilo Bucchi e dalla finestra una vista mozzafiato sui tetti di Roma tra cui spicca Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia, quasi a ricordare le origini del padrone di casa.

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2010
05.25

Bruno Caruso nasce a Palermo nel 1927 e sin da bambino sotto la guida paterna disegna copiando le opere di antichi maestri quali Leonardo, Pisanello e Mantegna.
Laureato in giurisprudenza, ha compiuto studi classici. La continua ricerca e la curiosità lo portano a viaggiare in Italia, in Europa e successivamente in Medio ed Estremo Oriente e negli Stati Uniti. In ogni viaggio arricchisce la propria sensibilità e conoscenza ed ha modo di incontrare i personaggi più rappresentativi di questo tempo, da Thomas Mann ad Albert Camus, da Picasso a Chagall, conosce Stravinsky, Sartre, Malcom X, Tennessee Williams e molti altri.
Sensibile di fronte ai drammi umani, denuncia e testimonia attraverso la sua produzione artistica gli orrori, le discriminazioni e le tragedie che hanno dilaniato il mondo, ma celebra anche la grandiosità della natura sempre capace di rigenerarsi e perfezionarsi.

Bruno Caruso è senza dubbio uno dei più grandi artisti contemporanei: pittore, scrittore, storico dell’arte ed esperto conoscitore dei marmi. Solare ed affabile, ha uno spiccato senso dell’umorismo ed i suoi toni sono sempre scherzosi, anche mentre, con un filo di tristezza, racconta di quando è stato chiamato dal suo amico Gino Caposolari, personaggio molto vicino al Papa, a poche ore dalla morte di Giovanni Paolo II per rendere omaggio alla salma di Sua Santità. Tornato nel suo studio il Maestro Caruso commemora l’episodio riproducendo fedelmente a memoria i particolari della sua visita nella Sala Clementina con i marmi che rivestono le pareti, le guardie svizzere, le figure eclesiastiche in raccoglimento ed al capezzale l’allora Cardinal Ratzinger, attuale Benedetto XVI.

L’atelier del Maestro Bruno Caruso affaccia sul Colosseo e come l’Anfiteatro Flavio è pregno di storia, di cultura e di ricordi. Ogni stanza è stracolma opere, libri, schizzi e appunti.
Si respira arte.

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2010
05.24

Al 31 di Piazza di Spagna, all’interno del Palazzetto dei Borgognoni, salendo al quarto piano si entra nel tempio del Maestro Giorgio De Chirico, la sua abitazione romana.

La Fondazione “Giorgio e Isa De Chirico” nel 1998, a vent’anni dalla sua scomparsa, ha aperto al pubblico la casa-museo dell’inventore della pittura metafisica ed io ho avuto l’onore di poterla fotografare nel 2006 per una rivista romana.

L’atmosfera è surreale anche perché qui nulla è cambiato dalla scomparsa del Maestro. Arredamento, soprammobili, le candele consumate a metà ed il vassoio con le vecchie bottiglie di liquore, ogni cosa è conservata al suo posto. Al piano superiore c’è lo studio con la tavolozza, i colori, il suo camice appoggiato ad una sedia e l’ultima opera rimasta incompiuta. Dalle finestre filtra una bellissima luce e la terrazza regala una vista mozzafiato. Si vede tutta la città. Chissà se questo panorama gli è stato fonte di ispirazione…

La Fondazione “Giorgio e Isa De Chirico” nasce 1986 per volontà di Isabella Far De Chirico vedova del celebre pittore, si occupa della raccolta e conservazione della documentazione inerente all’opera complessiva del Maestro, dell’archiviazione delle opere autentiche al fine di contrastare il fenomeno delle falsificazioni, dell’istituzione di borse di studio, della promozione di mostre e convegni e dal 2002 della pubblicazione della rivista “Metafisica – Quaderni della Fondazione Giorgio e Isa De Chirico”.

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